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Luisa Barbieri: Grecia, la crisi delle banche e la crisi delle persone: si ammalano di più, raddoppiano i suicidi Stampa E-mail
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Luisa Barbieri: Grecia, la crisi delle banche e la crisi delle persone: si ammalano di più, raddoppiano i suicidi
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Analisi di Lancet, grande rivista scientifica, su un Paese che ha perso il controllo dei nervi. Come il precipitare dell'economia aggrava la salute dei cittadini e la vita quotidiana ne è sconvolta: ospedali quasi proibiti, rapine, omicidi ingiustificati, violenza che fa paura. Dopo Atene a chi tocca?

La crisi economica che sta sconvolgendo il globo, con particolare riguardo a quello che sino a ieri era il “primo mondo”, è arcinota e, al di là dello “spread”, di cui tanto si parla, ma che per la più parte della gente non significa un granché, ciò che si percepisce è un disagio dilagante che si insinua nei più remoti anfratti della nostra esistenza.

L’importante rivista scientifica The Lancet il 22 ottobre 2011 ha pubblicato un lavoro svoltosi in Grecia e relativo all’ipotesi dell’interconnessione tra la crisi economica in corso e la salute pubblica “Health effects of financial crisis: omens of a Greek tragedy”. La Grecia è stata colpita maggiormente di altri Paesi dell’Unione Europea sin dall’inizio delle turbolenze finanziarie nel 2007, in effetti apparentemente all’improvviso, i 15 anni di crescita dell’economia greca hanno invertito la rotta.

Le opzioni destinate ad una possibile ripresa economica della Grecia si sono dimostrate limitate, in quanto il suo Governo ha deciso di non abbandonare l’euro, precludendo ciò che si faceva usualmente per il passato in corso di gravi condizioni di crisi economica: svalutare. A finanziare i suoi debiti, la Grecia ha accolto il prestito di 110miliardi di euro erogato dal Fondo Monetario Internazionale e dagli europartners; un prestito concesso a condizioni molto rigorose, tra le quali si annovera una drastica riduzione della spesa pubblica. Mentre in altri Paesi europei, come la Germania e la Francia, seppur flebili, si evidenziano segni di ripresa economica, in Grecia sembra che lo scivolone verso il basso non trovi fine.

In questa situazione surreale, Richard Horton, della rivista The Lancet, si domanda se non è forse arrivato il momento di osservare l’effetto che una crisi economica così imponente può, nel caso fosse, causare sulla salute e sull’assistenza sanitaria, sull’onda delle considerazioni già effettuate in passato circa gli effetti negativi sulla sanità procurati dalla grande recessione del ’29.

Vengono valutati e descritti i cambiamenti relativi alla salute e alla sanità greca in base all’analisi delle statistiche comunitarie riferentesi al reddito e alle condizioni di vita, ottenendo informazioni confrontabili sia trasversalmente che longitudinalmente con le caratteristiche socio-economiche e le condizioni di vita di tutta l’Unione Europea.

Tra il 2007 e il 2009 sono stati effettuate osservazioni socio demografiche ad ampio raggio su un enorme campione di individui (26.489) ed organizzazioni legate alla sanità (ad esempio: istituti di ricerca medica, organizzazioni non governative). I rapporti includono indicazioni epidemiologiche, ospedalizzazioni, rapporti relativi a disordini mentali e allo status di gruppi di individui considerati vulnerabili. Rapportando i dati alla situazione precedente la crisi del 2009, si registra un aumento significativo delle persone che riferiscono di non rivolgersi ad un medico o ad un dentista, seppure ne percepiscano il bisogno.



 

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