| Maurizio Compagnone: Israele senza più protezione Americana, presa dai gravi problemi economici interni, è pronta a dichiarare guerra al Libano |
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Un grave atto che aprirà un ulteriore scenario di tensione nel già traballante scacchiere medio orientale. L’area interessata è ricca di Gas e di Petrolio, come lasciano intendere le trivellazioni in atto al largo delle coste israeliane nei due Siti di Tamar e Leviathan. Nei soli 2 giacimenti si potrà estrarre petrolio e gas sufficiente a garantire allo Stato di Israele indipendenza energetica per un trentennio, questo può far comprendere quanto sia alta la posta in gioco e nel contempo il rischio per appropriarsene Il rischio è alto, ambe due gli Stati rivendicano diritti di sfruttamento di quel lembo di mare che custodisce enormi riserve petrolifere. Nel frattempo Israele non si è fatta sorprendere e ha da poco stipulato un accordo con Cipro senza interpellare Beirut per delimitare le aree di sfruttamento dell’oro nero. Israele per bocca del Ministro degli esteri israeliano Lieberman è convinto che chi mette benzina sul fuoco sulla contesa con il Libano, sono gli Hezbollah che avrebbero sotto scacco il Governo di Beirut. Il Ministro dimentica però un passaggio fondamentale, gli Stati Uniti non sono dello stesso parere della posizione israeliana. il Ministro Lieberman non si è accorto che l’era Bush è superata e se lo avesse dimenticato qualcuno del Governo glielo rammenti. Oggi Israele non può permettersi più il lusso di alzare la voce come ha sempre fatto negli ultimi decenni, sapeva di poter contare su una amministrazione vicina. |