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Maurizio Compagnone: Israele senza più protezione Americana, presa dai gravi problemi economici interni, è pronta a dichiarare guerra al Libano Stampa E-mail
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Maurizio Compagnone: Israele senza più protezione Americana, presa dai gravi problemi economici interni, è pronta a dichiarare guerra al Libano
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Lo Stato di Israele nella giornata di Domenica con una mossa a sorpresa ha tracciato i suoi confini marittimi coincidenti con quelli rivendicati dal Governo libanese.

Un grave atto che aprirà un ulteriore scenario di tensione nel già traballante scacchiere medio orientale.

L’area interessata è ricca di Gas e di Petrolio, come lasciano intendere le trivellazioni in atto al largo delle coste israeliane nei due Siti di Tamar e Leviathan. Nei soli 2 giacimenti si potrà estrarre petrolio e gas sufficiente a garantire allo Stato di Israele indipendenza energetica per un trentennio, questo può far comprendere quanto sia alta la posta in gioco e nel contempo il rischio per appropriarsene

Il rischio è alto, ambe due gli Stati rivendicano diritti di sfruttamento di quel lembo di mare che custodisce enormi riserve petrolifere.
Ognuno fa la sua parte, ognuno degli Stati elabora nuove planimetrie cercando di integrare quell’istmo di mare così “generoso”.  
Il libano capendo l’importanza della posta in gioco e per i grandi interessi economici e per il dominio nell’aria, si è affrettata a presentare all’ONU,  la sua posizione sul tracciato dei confini marittimi, a questa rimodulazione presentata dal Libano si oppone il Governo di Gerusalemme, secondo il quale il nuovo tracciato libanese è fuori della delimitazione degli accordi del 2007 che Beirut stipulò con Cipro.

Nel frattempo Israele non si è fatta sorprendere e ha da poco stipulato un accordo con Cipro senza interpellare Beirut per delimitare le aree di sfruttamento dell’oro nero.

Israele per bocca del Ministro degli esteri israeliano Lieberman è convinto che chi mette benzina sul fuoco sulla contesa con il Libano, sono gli Hezbollah che avrebbero sotto scacco il Governo di Beirut.
in ogni caso il Ministro fa notare che Israele non rinuncerà  ai propri confini marittimi.

Il Ministro dimentica però un passaggio fondamentale, gli Stati Uniti non sono dello stesso parere della posizione israeliana. il Ministro Lieberman non si è accorto che l’era Bush è superata e se lo avesse dimenticato qualcuno del Governo glielo rammenti. Oggi Israele non può permettersi più il lusso di alzare la voce come ha sempre fatto negli ultimi decenni, sapeva di poter contare su una amministrazione vicina.



 

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