| Maurizio Compagnone: "Fiume di denaro francese dietro il nucleare italiano" |
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Tutti gli Stati sono pronti a buttarsi nell’enorme torta da 24 mld di Euro che corrisponde al costo per la costruzione delle 6 future centrali nucleari. L’ingordigia non ha toccato solo le aziende private ma anche tante aziende-stato che stranamente hanno visto in questi mesi un cambio del management. In questi mesi ogni grande azienda statale si è prodigata a sostituire quei manager poco inclini a perseguire le linea di riferimento dei loro Governi. Le nuove forze entranti sono giovani rampanti che godono la fiducia non solo delle diplomazie ma soprattutto dei servizi segreti. Tra questi Enti chi è in prima fila è la francese Areya, ma anche i russi non stanno certo a guardare, nonostante il disastro in casa loro del 1986, non hanno mai smesso di costruire reattori in Asia. Vogliono essere anche loro della partita. E gli Stati Uniti che fanno si lasciano sfuggire l’affare di mano? - sembra improbabile visto la grave crisi congiunturale che attanaglia il loro Paese. Così anche le grandi aziende americane General Electric e Westinghouse in primis si stanno organizzando per decidere i passi da fare nell’immediato futuro. Gli Stati Uniti hanno dalla loro 2 vantaggi su russi e francesi, il 1° è il know-how della loro esperienza maturata nel tempo, il 2° e i buoni rapporti storici che legano i nostri 2 Paesi, inoltre possono contare nel nostro paese su molti uomini politici trasversali al governo italiano. Noi popolari siamo ben convinti della corruzione nel nostro Paese, e per questo temiamo che possa diventare il fattore determinante nell’affare “nucleare”. La Francia non ci stà ad essere comparsa e vuole entrare a piene mani nell’affare sfruttando anche la joint venture energetica costituita tra Enel e Edf. La pressione francese riteniamo, anche per il raffreddamento dei rapporti bilaterali tra i due Paesi a seguito della questione Libia, comprenderà anche atti corruttivi (tangenti) pagati a politici di secondo e terzo livello della politica italiana oltre che a funzionari del governo, fanteria di Politici di primo livello. |