| Antonella Beccaria: Le vestali del regime, fedeli fino all’ultima (o penultima) bugia |
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Qualcuna presta il fianco alla tesi del complotto internazionale delle banche, come Michaela Biancofiore. E si spera per lei e per le sue capacità di analisi che sia in malafede, che non dica sul serio, pronta a qualsiasi affermazione pur di difendere il capo decaduto. Anche a sollecitare gli italiani a comprarsi il debito pubblico in nome di una disperata – ma forse è più corretto scrivere disperante – autoctona difesa dell’economia nazionale provocando più di qualche sarcasmo di chi in materia ne capisce. E poi c’è qualche altra Pdl-lady, come Daniela Santanchè, che nega anche l’evidenza di un semplice esercizio aritmetico, come la conta dei voti in parlamento. “L’opposizione non ha la maggioranza”, ha sostenuto a emicicliche urne ancora calde. Del resto, se per 17 anni, ha funzionato la strategia di affermare il falso fino a quando fosse ritenuto vero o per lo mento verosimile, perché non tentare anche stavolta? Di Gabriella Carlucci, poi, si è già ampiamento scritto. La pasionaria azzurra che, a nave in affondamento rapido, salta sulla scialuppa dei cattolici centristi dell’Udc si è discusso da lunedì sera. Qui valga solo un’aggiunta, passata con minor evidenza ma a discreta esplicazione del personaggio. Nel giro di qualche ora, l’onorevole transfuga ha oscurato il suo sito personale, dove tante volte ha inneggiato allo schieramento a cui apparteneva fino a pochi giorni fa e al suo leader. Viene da pensare che, arrivati a questo punto, non abbia più il coraggio delle sue precedenti affermazioni. Per quanto riguarda Renata Polverini, dalle braccia dell’estrema destra romana al partito delle libertà e dell’amore che l’ha consacrata alla guida della Regione Lazio, non si rintraccia nemmeno una dichiarazione sulla crisi. Negli ultimi giorni ha parlato di filiali locali dell’ospedale San Raffaele prossimo al baratro, di nuove strutture sportive per le squadre di calcio, aumenti del trasporto pubblico, occupazioni e sit in protesta per l’ennesima azienda che chiude o mette in cassa integrazione. Certo, alcuni di questi sono argomenti importanti e non va dimenticato che oltre alla crisi di governo, la vita continua ad andare avanti e per certe fasce sociali va anche peggio di giorno in giorno. Però, essendo esponente di una certa parte politica, della ex maggioranza, stupisce la concentrazione totalizzante per le questioni territoriali e nemmeno una parola per la politica nazionale. |